• 19 ottobre 2018

Volete sentire la storia di Antonella e Stefano? Venite a Montegallo…

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Volete sentire la storia di Antonella e Stefano? Venite a Montegallo…

Una settimana dopo #NoiconVoi2016 la terra tremò ancora e questa volta fu davvero la fine. Non ci furono morti, quelli se li era presi tutti la scossa di agosto. Ma le case, le speranze residue, i sogni di rinascita e le case di una vita vennero giù per sempre.
A Montegallo la nuvola di polvere mascherò l’oscillazione spaventosa dei palazzi, che si svuotarono. La vita se ne andò dal paese, che smise di respirare, parlare, sorridere e dormire.

spuntino2In piazza Taliani, quella del Municipio, c’era il ristorante “Lo Spuntino” di Antonella e Stefano. Stavano servendo le colazioni ai volontari e ai soccorritori della prima scossa, quando furono costretti a scappare. Là dentro le tavole sono ancora imbandite a quel modo, ma le mura sono instabili e la porta sbarrata.
Dopo circa 32 chilometri, domenica #NoiConVoi2018 si fermerà proprio in quella piazza per uno spuntino e uno sguardo verso il Monte Vettore, che sembra abbracciarti e venirti incontro.

«Ci vediamo proprio nella piazza principale – dice Stefano – in piazza Taliani, di fronte al Municipio, dove prima avevamo il ristorante. Ci sono ancora l’insegna e la tenda. Stiamo preparando affettati e qualcosa di dolce, forse anche un po’ di farro freddo nei contenitori piccoli, che si mangia e si buttano. Ci lavoriamo in cinque o sei, vogliamo accogliervi come si deve. Per noi qualsiasi cosa si faccia è positivo. E’ un territorio spettacolare, ma si deve cominciare da zero. Ho avuto la conferma quando abbiamo riaperto il ristorante sotto, nel Centro Polifunzionale. Quest’estate abbiamo lavorato bene quasi come prima».

lospuntino4Ma il paese è stato a lungo isolato, alla faccia di chi pensa che il terremoto sia una pratica da archiviare, perché non ne parla più nemmeno il telegiornale. La strada del Passo del Galluccio, che collega Montegallo con la provincia reatina verso Amatrice e quella umbra verso Castelluccio e Norcia è stata riaperta solo alla fine dell’estate, dopo più di un anno di multe, transenne e scuse inaccettabili.
Prima che la strada chiudesse, Antonella e Stefano avevano aperto lo Spuntino Garden, con due ombrelloni e una tenda in piazza Francesco Bonelli, che in breve era diventato  sosta d’obbligo per moto e bici.

«Ma il turismo deve cambiare – continua Stefano – c’è da lavorare più con gli stranieri, perché la gente dal resto d’Italia ha paura, sente parlare del terremoto. Invece si può venire tranquilli. Le strutture che ci sono per dormire sono super sicure. I ristoranti e le attività commerciali sono tutte di legno. Potete venire tranquilli, perché ci devete sostenere. Noi sopravviviamo solo se voi venite a trovarci. Se non venite, qui non resta più niente. Ma sono fiducioso, ci vorrà qualche anno ma si riparte».

Come Carlo, di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi, e come i tanti eroi che stringono i denti pur di restare sul loro territorio, Stefano ha un modulo abitativo, ma ha preso una casa in affitto ad Abetito, a pochi chilometri da Montegallo, perché d’inverno col modulo tanto bene non si sta.

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«Ho anche asini e cavalli – sorride – ma quest’estate la richiesta è stata pochissima. Però si sono fatti due bei trekking a cavallo a maggio e poi a settembre, con inglesi e malesi. Abbiamo fissato l’accampamento a Santa Maria in Pantano e ogni giorno avevamo una destinazione, mentre la sera si tornava al campo. Questo ci ha dato la forza di richiamare qualcuno. Ma serovono posti letto e aree per i camper e i campeggi. C’è stato un afflusso di camper pauroso, servirebbe un’area di sosta come a Castelluccio. Ho parlato con miei clienti che hanno speso 60 mila euro per il camper e vogliono godersi la montagna, non andare nei campeggi rumorosi».

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«Ho vissuto emozioni contrastanti – ha raccontato sua moglie Antonella – è stato triste vedere la piazza vuota, il paese senz’anima. Ma è stata una gioia riprendere il lavoro qui, come un miraggio. I primi giorni mi ero concentrata solo sulla paura, non sui danni. Al risveglio, però, ho capito che c’era da riorganizzare la vita lavorativa e la vita vera».

Antonella e Stefano sono ripartiti assieme ai loro compagni di lotta. #NoiConVoi2018 vuole stargli accanto. Chi ci sarà, potrà scoprire la storia dalle loro parole, gli altri le ascolteranno nei racconti e attraverso le foto che il vento porterà lontano. E si mangeranno le mani…