• 12 ottobre 2017

Sette domande alla preside/infermiera, che da Baghdad si ritrovò ad Amatrice

pitoni3

Sette domande alla preside/infermiera, che da Baghdad si ritrovò ad Amatrice

Maria Rita Pitoni è la preside del Liceo Sportivo Internazionale di Amatrice. Ha 57 anni ed alle spalle una lunga storia di volontariato in zone di guerra. Chi meglio di lei poteva prendere in mano e risollevare la scuola da queste parti?

«Quando mi sono diplomata da infermiera – ha raccontato al Corriere della Sera – e dopo tanti corsi di formazione ho dato la disponibilità per l’emergenza. Noi siamo ausiliarie delle forze armate e così nel ‘99 sono partita per la prima missione, un mese di guerra in Kosovo, a Kukes, dove ho seguito il reparto di ostetricia. Ricordo che a ogni nuovo nato disegnavo una cicogna sul muro: rosa se era femmina, azzurra se era maschio. Ma l’esperienza più dura è stata la prima volta irachena. C’era appena stato l’attentato a Nassiriya e noi andammo a Baghdad. Come Croce Rossa avevamo un ospedale per grandi ustionati… Ne ho viste di scene drammatiche. I bambini, soprattutto. Quelli restano nella mente e non se ne vanno più. La tristezza nei loro occhi era la cosa che più mi colpiva, ancora più del dolore che provavano per le ferite e le ustioni».
pitoni1
Dopo un mese dall’inizio delle lezioni nel Liceo che supporteremo con #NoiConVoi2017 (qui sopra il momento della consegna della struttura finita da parte della Regione Trentino Alto Adige) le abbiamo rivolto sette domande per capire meglio la situazione.

1) Professoressa Pitoni, come va questo inizio di anno scolastico? Cosa fanno i ragazzi del primo anno
«Inizialmente hanno fatto stage sportivi. Sono andati al lago del Turano, ospiti dell’Associazione Nautica, ma più avanti faranno gli sport di lago nei bacini intorno Amatrice, lo Scandarello e Campotosto. Poi sono stati ospiti per quattro giorni alla Scuola dello Sport del Coni, dove hanno tirato di scherma con Aldo Montano e visto il film sulla vita di Mennea con la moglie di Pietro. E alla fine, quando sono tornati, c’è stata l’inaugurazione del Palazzetto dello Sport, che sarà la loro base».

2) Una pacchia, ma… le lezioni?
«Finita la prima fase, hanno iniziato con la scuola curriculare, in attesa che si riunisca nuovamente il tavolo tecnico con tutte le figure che ruotano attorno allo sport, per stabilire verso quali tipologie di sport e di sbocchi indirizzarli».

3) E’ vero che nel Liceo Sportivo di Amatrice si ha un trattamento di favore?
«E’ internazionale perché si studiano due lingue straniere. Vuole essere un liceo particolare, diverso da quelli che ci sono in tutte le province. Si tratta di un progetto sperimentale, monitorato dal Ministero dell’Istruzione. Vista la situazione, questi ragazzi avranno qualche possibilità in più, sul piano sportivo saranno privilegiati».

4) In che modo?
«Ci penserà il Coni, che è una validissima spalla. Ci aiuterà di certo nei gemellaggi».

5) Sono tutti futuri campioni?
«Non sono tutti ragazzi che fanno agonismo, ma ce ne sono e devono potersi allenare, apoggiandosi alle società presenti nel territorio di Rieti. Con le federazioni presenti a Rieti stiamo cercando di creare percorsi individuali».

6) Quali sono le strade che potrebbero aprirsi per questi ragazzi?
«Non creiamo soltanto atleti, ma anche allenatori, comunicatori, presidenti di società. Il biennio è comune, poi si entra nello specifico. Il liceo è aperto anche al turismo e all’ambiente: la rosa formativa è ampia».

7) Che cosa significa vedere tanti giovani nelle vie di Amatrice?
«Nelle situazioni di tragedia si tende ad abbandonare i luoghi, noi stiamo facendo l’opposto. Questi ragazzi portano vivacità, si vedono girare nell’area food, nel centro commerciale. Serviva una chicca per portarli qua, altrimenti sarebbero potuti andare altrove. E qua, fatta salvo la parte ricostruita, il resto è ancora drammaticamente per terra. Il paesaggio naturale è meraviglioso, il resto è disarmante. Non è un paese come gli altri…».

Aiutare #NoiConVoi2017 significa dare una mano a questi ragazzi e ad Amatrice, affinché presto o tardi possa uscire da questo quadro disarmante. Fra quattro giorni si parte, le iscrizioni sono ancora nel pieno…